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    Speciale telefonini e salute 

     

    Utilizzo dei telefoni cellulari
    Più della metà della popolazione fa uso di telefoni cellulari. Le previsioni indicano che nell'anno 2005 ci saranno circa un miliardo e seicento milioni di abbonati ai servizi di telefonia mobile. Di conseguenza sarà necessaria l'installazione di un numero crescente di stazioni radio base. Le stazioni radio base (SRB) sono antenne radio a bassa potenza che comunicano con il telefono dell'utente.

    Preoccupazioni per la salute
    Dato l'immenso numero di utenti di telefonia mobile, eventuali effetti sanitari, anche minimi, potrebbero avere importanti implicazioni per la salute pubblica. 

    Onde elettromagnetiche
    Un'onda elettromagnetica è una forma di propagazione dell'energia nello spazio ed è costituita da due grandezze elettriche (il campo elettrico e il campo magnetico) che variano periodicamente nel tempo (fig. 1)

    Rappresentazione grafica di un onda elettromagnetica.

    Le loro proprietà dipendono fortemente da una grandezza caratteristica: la frequenza, che rappresenta il numero di oscillazioni effettuate dall'onda in un secondo.

    L'insieme di tutte le frequenze possibili è denominato spettro elettromagnetico (fig. 2).

    Rappresentazione dello spettro elettromagnetico.

     
    I telefonini Gsm operano a frequenze comprese tra gli 800 e i 1800 MHz. L'UMTS, il telefonino di nuova generazione, utilizzerà frequenze ancora più alte di quelle dei Gsm. 
    È fondamentale non confondere i campi a radiofrequenza con le radiazioni ionizzanti, quali raggi X e raggi gamma. A differenza delle radiazioni ionizzanti, i campi a radiofrequenza non possono causare ionizzazione o radioattività nel corpo. Per questa ragione, sono indicati come radiazioni non ionizzanti (NIR).

    L'intensità dell'onda è determinata dall'ampiezza del campo elettrico e di quello magnetico (misurati rispettivamente in Volt/metro e Ampere/metro). Invece di indicare separatamente le ampiezza dei due campi si può utilizzare un'unica grandezza che è la densità di potenza (misurata in Watt/metro quadrato). E' importante sottolineare che la densità di potenza diminuisce molto rapidamente allontanandosi dalla sorgente che la emette. La propagazione dell'onda EM si attenua infatti con il quadrato della distanza ( ad esempio sa ad 1 metro di distanza dall'antenna la densità di potenza di un'onda EM è pari ad 1 W/m2, ià a 2 metri essa diventa solo di 0,25 W/m2).


    Livelli di esposizione
    I telefoni cellulari e le stazioni radio base presentano situazioni di esposizione molto diverse. L'esposizione ai campi a radiofrequenza di chi utilizza un telefonino è molto superiore a quella di chi vive vicino ad una stazione radio base. Comunque, a parte gli sporadici segnali emessi per mantenere il contatto con le stazioni radiobase vicine, i dispositivi cellulari trasmettono energia a radiofrequenza solo durante le chiamate, mentre le stazioni radiobase trasmettono continuamente segnali.

    Dispositivi portatili:
    I telefonini sono trasmettitori a radiofrequenza di bassa potenza, che emettono potenze massime contenute tra 0,2 e 0,6 watt. Altri tipi di trasmettitori portatili, come i "walkie talkie", possono emettere potenze di 10 watt e oltre. L'intensità di un campo a radiofrequenza (e quindi l'esposizione di un generico utente) decresce rapidamente con l'aumentare della distanza dal telefonino. Di conseguenza, l'esposizione di un utente con il cellulare posto ad alcune decine di centimetri dalla testa (con l'ausilio di dispositivi che lascino libere le mani, tipo auricolari o viva voce) è di gran lunga inferiore a quella di un utente che tenga il dispositivo appoggiato alla testa. L'auricolare riduce di 5 volte e anche di più i rischi per la salute. L'esposizione delle persone vicine è molto bassa. 

    I sistemi radiomobili diffusi in Italia sono di due tipi: il sitema analogico E-TACS ed il sistema digitale GSM.
    Nel sistema analogico a ogni cliente radiomobile viene assegnata una diversa frequenza di canale; il segnale trasmesso è continuo e la potenza massima in uscita è pari a 0,6watt. 
    Nel sistema digitale, invece, la stessa frequenza, e quindi lo stesso canale, vengono condivisi da più clienti contemporaneamente; diversi utilizzatori occupano, per breve tempo (time slot), la stessa risorsa radio con modalità di accesso definita TDMA ( Time Division Multiple Acces).
    Nello standard GSM il valore medio di potenza in uscita è solitamente inferiore a 0,25 watt; le chiamate che occupano la stessa frequenza sono otto e la potenza massima in uscita è pari a circa 2 watt.

    Il sistema di comunicazione radiomobile utilizzano più volte le frequenze a disposizione, a condizione che le aree geografiche in cui le connessioni vengono effettuate, tramite frequenze uguali o prossime, siano ad una distanza opportuna, in relazione sia alla conformazione del territorio, sia alla tipologia delle strutture di rete impiegate.

    Stazioni radio base:
    Le stazioni radio base trasmettono a livelli di potenza che vanno da pochi watt sino a 100 watt e oltre, a seconda dell'ampiezza della regione, o "cella", che devono coprire con il segnale radio. Ciascuna zona in cui viene utilizzato un gruppo di frequenze viene detta cella (da cui il nome dei sistemi cellulari).
    Celle contigue hanno frequenze diverse, mentre celle sufficientemente lontane da non disturbarsi possono riutilizzare le stesse frequenze. 
    Se però le frequenze vengono riassegnate a celle troppo vicine fra loro, esse interferiranno degradando la qualità della comunicazione. Nel sistema di telefonia radiomobile cellulare ciascuna stazione radio base (SRB) serve un gruppo di celle e può permettere a un numero limitato di utenti (oggi intorno ai 100) di parlare contemporaneamente.

      Pertanto, in una determinata zona, le stazioni devono essere distribuite in numero tanto più elevato quanto maggiore è l'utenza da servire.

    La scelta dei luoghi ove installare le stazioni radio base deve essere effettuata quindi in modo da garantire:

    • la copertura radioelettrica di una determinata area geografica;

    • i minimi livelli di interferenza reciproca tra la nuova stazione e quelle preesistenti;

    • la possibilità di usufruire contemporaneamente del servizio per una determinata percentuale di utenti in quella zona;

    • un'esposizione della popolazione a livelli di campo elettromagnetico conformi alle normative.

    Le antenne sono generalmente larghe 20-30 cm per un metro di lunghezza e sono montate su edifici o tralicci ad un'altezza dal suolo che varia dai 15 ai 50 metri. Queste antenne emettono fasci di energia a radiofrequenza che sono tipicamente molto stretti nella direzione verticale, ma abbastanza larghi nella direzione orizzontale.

    Grazie alla piccola apertura verticale del fascio, l'intensità al suolo direttamente sotto l'antenna è assai bassa. L'intensità del campo a radiofrequenza cresce leggermente quando ci si allontana dalla stazione radiobase e torna a decrescere a distanze maggiori dall'antenna.

    Generalmente le antenne installate sui tetti sono protette da recinzioni, sistemate a distanza di 2-5 metri, che tengono il pubblico lontano dall'area in cui il campo a radiofrequenza eccede i limiti di esposizione. Dal momento che le antenne dirigono la loro potenza verso l'esterno, e non irradiano quantità significative di energia né all'indietro né verso l'alto e il basso, i livelli di energia all'interno o ai lati degli edifici sono normalmente molto bassi.

    Per minimizzare la potenza in uscita e quindi ridurre il problema dell'interferenza, i sistemi radiomobili sono stati progettati con altre particolari funzionalità:

    • l'attivazione intelligente che permette di disattivare un canale quando non viene utilizzato;

    • controllo di potenza che regola la potenza emessa dal cellulare al fine di garantire una buona qualità della connessione con il minimo livello di emissione;

    • trasmissione discontinua che è una prestazione in grado di riconoscere le pause di silenzio durante il discorso e quindi evitare di trasmettere durante queste pause.

      Quando un cliente accende il proprio telefonino questo emette dei segnali per stabilire un contatto con la più vicina stazione radio base e informa la rete della sua presenza.

      Ciò avviene anche quando si spegne il terminale (non quando si toglie accidentalmente la batteria).

      Normalmente il terminale che non ha attiva una chiamata, non trasmette tranne che brevissimi segnali a intervalli regolari per confermare la sua presenza.

      Nel momento in cui l'utilizzatore del telefonino riceve una chiamata o decide di inviarla, viene realizzata una connessione a due vie fra il telefonino e la stazione radio base, e la chiamata viene allocata in un canale radio libero a cui corrisponde una determinata frequenza.

     

    Altre fonti di radiofrequenze negli ambienti di vita:
    Le antenne per altri sistemi di comunicazione diretta, come quelli impiegati da polizia, pompieri ed altri servizi di emergenza, operano a livelli di potenza, e spesso anche a frequenze, simili alle stazioni radio base. In molte aree urbane è comune che le antenne per la diffusione radiotelevisiva trasmettano a livelli di radiofrequenza maggiori di quelli delle stazioni radio base.


    Effetti sanitari
    I campi a radiofrequenza penetrano nei tessuti esposti fino a profondità che variano a seconda della frequenza; queste profondità arrivano sino ad un centimetro per le frequenze della telefonia mobile. L'energia a radiofrequenza è assorbita nel corpo e produce calore, ma i normali processi di termoregolazione del corpo sono sufficienti a rimuoverlo. Tutti gli effetti sanitari accertati dei campi a radiofrequenza sono chiaramente legati al riscaldamento. A livelli che sono troppo bassi per produrre un qualunque riscaldamento significativo, l'energia a radiofrequenza può ancora interagire con i tessuti corporei, ma nessuno studio ha dimostrato effetti negativi sulla salute per livelli di esposizione che siano inferiori ai limiti raccomandati dalle linee guida internazionali.

    L'energia assorbita dall'uomo a seguito dell'irraggiamento da campi EM si misura in SAR (Specific Absorption Rate), che rappresenta la potenza assorbita per unità di massa ed è espresso in Watt/kg.
    Nella tabella che segue vengono illustrati gli incrementi di temperatura (DT) necessari per indurre un qualsiasi tipo di alterazione patologica, a livello di specifici organi e dell'intero corpo.
    Effetti assolutamente analoghi si presentano quando si viene sottoposti a situazioni di stress di tipo termico come, ad esempio, lavoro in ambienti ad alta temperatura, stati febbrili ed esposizione al sole, piuttosto che a irraggiamento da campi elettromagnetici.

    Tabella 1
    Cervello DT > 4.5 °C danneggiamento termico dei neuroni
    Occhio DT > 3 - 5 °C opacizzazione del cristallino (cataratta)
    Pelle DT > 10 - 20 °C danneggiamento termico
    Corpo int. DT > 1 - 2 °C vari effetti fisiologici
      DT > 0,06 - 0,08 °C soglia di semplice percezione del calore

     

    In relazione a ciò, studiosi e ricercatori di tutto il mondo e comitati scientifici internazionali sono concordi nel ritenere che, per non avere alcun effetto fisiopatologico, è sufficiente che l'innalzamento di temperatura non superi il livello di soglia di 1°C in alcuna parte del corpo umano. 

      I livelli di SAR corrispondenti a questo incremento termico, vengono, quindi, presi come riferimento per la stesura della regolamentazione dei livelli di emissioni a radiofrequenza, previa introduzione di ulteriori margini di sicurezza.

    Linee guida per i campi elettromagnetici
    Le linee guida internazionali sviluppate dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNIRP) si basano su un'accurata analisi di tutta la letteratura scientifica pertinente (effetti termici e non termici) ed offrono, con ampi margini di sicurezza, protezione contro tutti i rischi accertati dell'energia a radiofrequenza. Sia le misure, sia i calcoli mostrano che i livelli dei segnali emessi dalle stazioni radio base nelle aree accessibili al pubblico sono molto al di sotto delle linee guida internazionali; in genere, essi sono inferiori di un fattore 100 o più ai limiti raccomandati. I livelli di esposizione dell'utente dovuti al telefono cellulare sono considerevolmente superiori, ma rimangono pur sempre al di sotto dei limiti fissati dalle linee guida internazionali.

    Nella tabella sottostante, vengono illustrati i valori imposti dalle normative vigenti in molti paesi europei nel range di frequenze 40 Mhz - 6 Ghz.

    Soggetti esposti consapevolmente Soggetti esposti non consapevolmente
    Media sull'intero corpo 0,4 W/kg (SAR) Media sull'intero corpo 0,08 W/kg (SAR)
    Valore di picco 10 W/kg (SAR) Valore di picco 2 W/kg (SAR)
    Media temporale 6 minuti Media temporale 6 min.
    Massa su cui mediare 10 g. Massa su cui mediare 10 g.
    Forma del volume cubica Forma del volume cubica

    Radiazioni emesse dai cellulari
    Quanto vi danneggia il vostro telefonino? L'autorità di controllo degli Stati Uniti, ha deciso che le onde elettromagnetiche emesse da un cellulare non devono superare i 1,6 watts per chilo di peso corporeo.
    Pur rimanendo sotto la soglia, la varie marche differiscono molto. Controllate il telefono da voi posseduto nelle liste che seguono. La prima lista elenca i 10 modelli migliori, la seconda i 10 peggiori. Se il modello che avete non appare nella lista,
    qui  troverete l'elenco di tutti i modelli in commercio negli Stati Uniti con la rispettiva emissione in watts per kg corporeo.

    I 10 cellulari meno pericolosi

    I 10 cellulari più pericolosi

    Motorola StarTAC 7860

    0,24

    Ericsson T28 World

    1,49

    Qualcomm PdQ-1550

    0,26

    Nokia Digital 5160

    1,45

    Mitsubishi Triun Galaxy G-130

    0,35

    Nokia 5170

    1,45

    Motorola TalkAbout 2297

    0,35

    Denso TP 2200

    1,44

    Motorola ST7797

    0,39

    Qualcomm QCP-1960

    1,41

    Motorola StarTAC 7797i

    0,42

    Sanyo SCP-4600

    1,40

    Motorola I1000blus

    0,43

    Sony CMB1200 2200 3200

    1,39

    Motorola G520

    0,46

    Nokia 8860

    1,39

    Motorola M3682

    0,46

    Motorola StarTAC 7867

    1,38

    Ericsson KF-688 e DF-688

    0,48

    Motorola ST7767D

    1,38

    Evidenze sugli effetti possibili

    - Cancro
    : l'evidenza scientifica attuale indica che l'esposizione a campi a radiofrequenza quali quelli emessi dai telefoni cellulari e dalle stazioni radio base non inducono o favoriscono, verosimilmente, il cancro. Diversi studi su animali esposti a campi a radiofrequenza simili a quelli emessi dai telefoni cellulari non hanno trovato nessuna evidenza di induzione o promozione di tumori cerebrali. Nel 1997 uno studio ha indicato che i campi a radiofrequenza accrescevano il tasso di sviluppo di linfomi in ratti geneticamente modificati, ma le implicazioni sanitarie di questo studio non sono ancora chiare. Dalle ultime ricerche: 

    1/2001: Usa. I telefonini non provocano il cancro. 
    Lo studio è stato condotto da una equipe dell'Istituto Nazionale sui tumori degli Stati Uniti. La ricerca è stata realizzata su un campione di 782 persone degenti in 4 ospedali americani. I risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of medicine. La conclusione dello studio evidenzia che non c' è stato un aumento di alcun tumore indotto dai telefonini. Per quanto riguarda gli effetti a lungo termine bisognerà aspettare i prossimi anni dato che i telefonini sono diffusi da poco tempo.

    2/2001: Danimarca. I telefonini non causano il cancro.  
    Lo studio è della Danish Cancer Society di Copenhagen, guidato da Christoffer Johansen. Sono stati studiati più di 400.000 proprietari di cellulari per un lungo periodo che va dai 3 ai 15 anni. I risultati sono stati pubblicati oggi sul "Journal of the National Cancer Institute". La conclusione è che i portatili non aumentano il rischio di tumore cerebrale né di cancro in generale anche per un uso dell'apparecchio per diversi anni. Le certezze su gli effetti a lung termine si avranno però solo con studi a lungo termine su un maggior numero di soggetti.

    1/2001: Germania: i telefonini aumentano il rischio di sviluppare un tumore oculare

    I ricercatori dell'Università di Essen hanno studiato una forma speciale di tumore oculare, l' uveal melanoma, nel quale la forma tumorale intacca l'iride e la base della retina. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Epidemiology. Il Dr. Andreas Stang ha studiato 118 soggetti affetti da questo tipo di tumore, indagando sul tipo di uso del cellulare. Questi dati sono stati confrontati con un altro gruppo di persone non ammalate ed è stato osservato che i soggetti affetti da tumore usano proporzionalmente di più l'apparecchio cellulare con un rischio di tre volte superiore di ammalarsi. Non è ancora nota la causa del cancro ma si pensa che la porzione acquosa del bulbo oculare possa contribuire all'assorbimento delle radiazioni. Un'altra ricerca ha mostrato che le cellule "melanociti" nell'uvea cominciano a crescere e a dividersi più rapidamente se esposte a microonde. Siccome il tumore chiamato melanoma uveale comincia proprio da queste cellule si ritiene che le radiazioni dei telefoni mobili possono aiutare ad avviare il meccanismo soprattutto nelle persone con una predisposizione genetica. 

    12/2000. USA: nessun aumento di tumori dall'uso dei telefonini
    Da uno studio epidemiologico americano pubblicato su Jama non ci sarebbe nessuna associazione tra l'uso del telefono portatile e il rischio di carcinoma cerebrale. Gli specialisti  dell'American Health Foundation a Valhalla (New York) hanno confrontato 469 casi di carcinomi cerebrali a 422 controlli.
    La percentuale di utilizzatori di portatili era simile nei due gruppi. Anzi, la percentuale era leggermente minore tra i pazienti colpiti da neoplasia: 14,1% contro 18%. Le persone studiate utilizzavano il telefono da meno di 3 anni e quindi l'effetto sull'induzione di neoplasie a crescita lenta non può essere escluso.
    - Altri rischi sanitari: alcuni scienziati hanno riportato altri effetti legati all'impiego dei telefoni mobili, tra cui cambiamenti nell'attività cerebrale, nei tempi di reazione e nell'andamento del sonno. Questi effetti sono minimi e non sembrano avere alcun impatto sanitario significativo. Sono in corso studi per confermare questi risultati.

    - Guida automobilistica: la ricerca ha chiaramente dimostrato un aumento del rischio di incidenti stradali in connessione all'utilizzo di telefoni cellulari durante la guida (siano essi tenuti in mano o usati con dispositivi "a viva voce").

    - Interferenza elettromagnetica: quando i telefoni cellulari sono utilizzati in prossimità di dispositivi medicali (tra cui pacemaker, defibrillatori impiantabili e certi apparecchi acustici) è possibile che si provochino interferenze. Sono potenzialmente possibili anche interferenze tra telefoni cellulari e dispositivi elettronici degli aerei.

    Conclusioni e raccomandazioni
    Nessuna delle recenti revisioni della letteratura ha concluso che l'esposizione ai campi a radiofrequenza prodotti dai telefoni cellulari o dalle stazioni radio base provochi alcun effetto negativo sulla salute. Sono comunque state identificate alcune lacune nelle conoscenze, che richiedono ulteriori ricerche per giungere a una migliore valutazione dei rischi. Occorreranno 3-4 anni perché le necessarie ricerche siano completate e valutate, e perché vengano pubblicati i risultati finali per tutti i rischi sanitari. 

    Nel frattempo l'OMS raccomanda:

    - Rispetto dei limiti per le stazioni radio base:
    I limiti di esposizione a campi elettromagnetici prodotti dalle stazioni radio base indicati da CENELEC e ICNIRP  sono:
    Frequenza in Mhz 900 1800
    Campo elettrico 41,2 V/m 58,3 V/m
    Campo magnetico 0,10 A/m 0,15 A/m
    Densità di potenza 4,5 W/m2 9 W/m2


    In Italia è stato recentemente emanato un Decreto Interministeriale, entrato in vigore il 2 gennaio 1999, che fissa limiti molto più restrittivi che risultano 45 volte più severi rispetto a quelli indicati da ICNIRP e CENELEC:

    ENTE

    Limiti in densità di potenza (W/ mq)

     

    900 Mhz

    1800 Mhz

    ICNIRP (Svizzera, Austria, Francia) 4,5 9
    CENELEC 4,5 9
    DIN VDE (Germania) 4,5 9
    ANSI (USA) 6 12
    NRPB (Gran Bretagna) 33 100
    ITALIA Limite generale 1 1
    Luoghi con permanenza > 4 ore 0,1 0,1

     

    - Singoli individui: Il Cnr e l’Ispel hanno stilato un semplice vademecum per chi utilizza i telefoni cellulari; cinque semplici precauzioni.
    1) Usare l’auricolare e tenere il telefonino distante dal corpo (ad esempio appoggiato sul tavolo).
    2)
    E’ preferibile che il telefonino abbia una fodera schermata (in vendita ci sono anche fodere realizzate con un tessuto certificato dal Cnr) e che anche il filo dell’auricolare sia schermato.
    3)
    Se non è possibile osservare le regole 1) e 2), tenere il telefonino ad una distanza di almeno 5 cm.
    4)
    e’ preferibile attivare una chiamata quando c’è un forte segnale di campo, cioè, quando la stazione radio base è vicina, in quanto questa condizione minimizza l’irradazione.
    5)
    Limitare le conversazioni, più tempo si passa al telefonino più il rischio aumenta.

    - Rispetto delle prescrizioni locali per l'utilizzo dei telefoni cellulari al fine di evitare interferenze elettromagnetiche: I telefoni cellulari possono interferire con certi dispositivi elettromedicali, come ad esempio pacemaker e apparecchi acustici. Nei reparti di terapia intensiva degli ospedali l'impiego del cellulare può creare pericoli per i pazienti e non dovrebbe essere consentito. Analogamente, i cellulari non dovrebbero essere utilizzati a bordo degli aerei in quanto potrebbero interferire con gli strumenti di navigazione.

    - Sicurezza alla guida: Vi sono chiare indicazioni di aumento dei rischi di incidente se si utilizza il telefonino mentre si guida, sia esso di tipo convenzionale o dotato di un dispositivo che lasci libere le mani. Gli automobilisti dovrebbero essere fortemente scoraggiati dall'utilizzare il telefonino durante la guida.

    - Semplici misure protettive:
    Recinzioni o barriere attorno ai siti delle antenne (soprattutto quelle montate sui tetti degli edifici) possono aiutare a precludere l'accesso non autorizzato ad aree dove potrebbero essere superati i limiti di esposizione.

    - Assorbitori di radiofrequenze:
    L'evidenza scientifica non indica alcun bisogno di involucri o altri "dispositivi assorbenti" da applicare al telefono cellulare. Il loro impiego non ha giustificazioni di carattere sanitario e l'efficacia di molti di questi dispositivi non è comprovata.

    - Consultazioni con il pubblico nella localizzazione di stazioni radio base:
    I siti delle stazioni radio base devono offrire una buona copertura ed essere accessibili per la manutenzione. Anche se i livelli di campo a radiofrequenza attorno alle stazioni radio base non sono considerati rischiosi per la salute, le decisioni sulla localizzazione di queste ultime dovrebbero tenere in considerazione fattori estetici e sensibilità del pubblico. Per esempio, la collocazione di stazioni radio base vicino ad asili nido, scuole e aree ricreative potrebbe richiedere considerazioni particolari. La comunicazione e il dialogo aperto tra i gestori della telefonia mobile, le autorità locali e la popolazione nelle varie fasi del progetto di installazione di una nuova antenna può aiutare la comprensione del pubblico e contribuire ad una maggiore accettabilità di un nuovo impianto.

    Informazione: Un efficace sistema di informazione e comunicazione sui temi sanitari tra scienziati, governi, industria e pubblico è necessario al fine di aumentare il livello di conoscenza generale della tecnologia dei telefoni mobili e di ridurre sfiducie e paure, siano queste ultime reali o percepite. L'informazione dovrebbe essere accurata ed adeguata ai diversi livelli di discussione e di comprensione del pubblico coinvolto.

    Per i ripetitori dei telefonini (che aumenteranno in maniera vertiginosa nei prossimi anni) si profilano due soluzioni: o concentrare le antenne di tutti i gestori in un solo punto o, cosa più probabile, installare microcelle in ogni quartiere. I limiti in questo caso sarebbero sempre rispettati, ma forse crescerebbe la paura delle gente. 

    Disegno legge n.4273

     


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